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Bridges to Italy:

Esistono numerose iniziative per la tutela dell’ambiente e gli USA, in particolare la California, si collocano ai primi posti soprattutto quando si tratta di lanciare nuove idee, finanziarle e farle crescere. Questo POST, pubblicato in occasione di Earth Day (che segnalo un giorno dopo perché ritengo che tutti i giorni dovrebbero celebrare “Il Giorno della Terra”) descrive un’azienda interessante che premia chi ricicla. Un modo molto americano, che riscontra spesso grande successo sul mercato, di educare il pubblico tramite informazione ed incentivi.

Originally posted on Blog di Pierpaolo Basso:

earthday Oggi 22 aprile, come ogni anno ormai, si festeggia universalmente il giorno della Terra, Earth Day , un’iniziativa delle Nazioni Unite capace oggi di mettere assieme ben 192 Nazioni per sensibilizzare sui rischi cui il mondo va incontro a causa principalmente dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento dell’uomo. Le imprese sono a volte il simbolo di un approccio economico freddo, cinico e spesso brutale, soprattutto verso queste tematiche.
Per fortuna non è sempre così, è a dimostrarlo è l’azienda statunitense  Recyclebank che, come si evince dal nome stesso, sostiene fortemente le politiche a favore dell’ambiente.
Questa impresa, nata nel 2004, è spalleggiata da personaggi quali Al Gore , da sempre impegnato su tematiche del genere, è nel tempo cresciuta sino a raccogliere  più di 4,5 milioni di sostenitori.  L’idea di fondo è di incoraggiare in ogni singola casa l’idea del riciclo, dell’uso calibrato dell’acqua e di premiare coloro che dimostrano di seguire…

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Bridges to Italy:

I admire companies such as Nike which can let their mediocre product go and opt to look for excellence in partners that know better. I am also among those who expect a Nike – Apple partnership on this, soon.

Originally posted on Editorial IV:

Will others follow?

For over a year now, wearables has been one of the hottest buzzwords in tech. Smart glasses. Smartwatches. Health monitors. Fitbits. Pebbles. FuelBands. While many experts, including Paul Saffo of Discern Analytics, believe wearables are “poised to sweep into our lives,” others have remained skeptical. Much of that skepticism was captured at the Consumer Electronics Show in January.

Google has led the wearables charge with Google Glass but the trend has been picked up across all industries. Whether the desire to join in is based on a fear of missing out or is a true vote of confidence that wearables are the way of the future is yet to be determined. The fashion industry has pitched in with Intimacy 2.0, a dress that becomes transparent when the wearer is aroused; smartwatch maker Pebble raised $10.3 million on Kickstarter before ever having made the product…

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Da qualche tempo mi affascina Bitcoin, la criptomoneta digitale nata su Internet nel 2009, che rimane uno degli strumenti finanziari più interessanti e controversi della nostra epoca.

Si tratta della prima moneta totalmente virtuale, decentralizzata (non dipende da un governo o un’autorità centrale) e anonima. Ovvero, le transazioni commerciali avvengono esclusivamente tra i due computer (Peer-to-Peer) coinvolti nella transazione, tramite file criptati che la validano e la rendono sicura ma, benché tutte le transazioni siano pubbliche, l’identità di chi le effettua resta anonima.

Per acquistare dei Bitcoin basta avere un “borsellino digitale”: in pratica occorre installare un apposito programma sul computer. A quel punto si avrà a disposizione un indirizzo Bitcoin, su cui ricevere la valuta virtuale, che consiste in una lunga sequenza di lettere e numeri. Questo borsellino può essere scaricato sul PC o sul cellulare o può essere ospitato nel Cloud.

PERCHE’ BITCOIN DESTA TANTO INTERESSE TRA STARTUP E PMI?

Bitcoin permette di comprare beni e servizi in tutto il mondo senza dover utilizzare intermediari quali carte di credito, banche o servizi come Paypal per cui sui pagamenti fatti con Bitcoin non si applicano commissioni di incasso, non esiste il rischio che l’operazione non sia autorizzata e i pagamenti arrivano istantaneamente a destinazione, anche nel caso di vendite internazionali, come se si trattasse di acquisti in contante.

Queste caratteristiche di immediatezza e transazioni a costo zero, rendono questa valuta particolarmente appetibile sia per le piccole imprese sia per le startup, entrambe sempre in cerca  di soluzioni che non intacchino i margini di guadagno spesso già esigui.

Infine, trattandosi di una valuta “alla moda”, molti esercenti che accettano Bitcoin ne traggono un significativo ritorno di immagine che aumenta la loro visibilità rendendoli “COOL” e aiutandoli ad interessare nuovi clienti che altrimenti non li noterebbero.

POSSIBILI SVANTAGGI PER CHI DETIENE LA CRIPTOMONETA

Siccome Bitcoin e’ una valuta interamente digitale e’ vulnerabile a furti da parte di hacker.  Famoso il caso di Mt. Gox, il principale sito cambia valute per Bitcoin che e’ fallito dopo che $425 milioni dei Bitcoin che deteneva sono spariti, forse a causa di un attacco informatico.

Nel caso in cui i Bitcoin si conservino sul PC invece che nel Cloud, si rischia di perderli a causa di un semplice crash del computer o attacchi informatici che possono comunque raggiungere il borsellino digitale e prosciugarlo.

Poiché si tratta di una moneta che non dipende da alcuna autorità centrale, il risparmio in Bitcoin non e’ neanche protetto da enti garanti quali, ad esempio negli USA, la Federal Deposit Insurance Corporation che tutela i risparmiatori fino a $100.000 se qualcosa va male nel sistema bancario.  Perciò, se i Bitcoin spariscono dal nostro “Borsellino Digitale” per qualche motivo (crash del PC, attacco di hacker, furto, ecc.), al momento non esiste alcun ricorso legale per recuperarli.

Infine, la volatilità del Bitcoin sui mercati e’ molto alta essendo una valuta interamente gestita da privati in rete e quindi molto vulnerabile non solo ad eventuali speculazioni ma anche ai sopracitati attacchi informatici che possono portare all’accesso ad un borsellino digitale e alla sua improvvisa vendita con un immediato effetto sul valore. E’ accaduto nel 2011 quando improvvisamente il valore del Bitcoin si ridusse da 17,50 dollari a 0,01.

NONOSTANTE LE SUE CRITICITÀ BITCOIN CONTINUA A CRESCERE

Nonostante i problemi tecnici, l’anonimato che può favorire traffici illegali, il rischio di attacchi di hacker e le continue fluttuazioni del valore, la popolarità dei Bitcoin continua ad aumentare. Un numero sempre crescente di siti di e-commerce, servizi professionali ed esercizi fisici accettano Bitcoin perché i pagamenti sono immediati e le commissioni nulle.

Secondo Business Insider, da quando i Bitcoin sono stati inventati ci sono state 31 milioni di transazioni e si calcola che li possiedano 2,5 milioni di persone nel mondo. Nemmeno la bancarotta di Mt.Gox, sembra aver intaccato l’entusiasmo di quanti scommettono sulla criptomoneta che continua a circolare e a crescere.

La crescente popolarità di questa valuta innovativa dipende anche dalla creazione di infrastrutture e attività volte a facilitarne accettazione e diffusione, tra esse, attualmente degne di nota sono le seguenti:

  • In tutto il mondo stanno sorgendo i Bancomat dedicati a Bitcoin, l’ultimo e’ stato installato a Silicon Valley dalla società Robocoin con sede in Nevada che si sta espandendo non solo in Nord America ma anche in Europa e Asia
  • I gemelli Winkelvoss, quelli rimasti fuori da Facebook, hanno avviato un fondo che investe in Bitcoin chiamato Winkdex e recentemente hanno acquistato un viaggio nello spazio su Virgin Galactic che han pagato $250.000 a testa usando 375 Bitcoin.
  • Uno dei fondatori di Netscape, Andreessenn Horowitz, ha recentemente investito $25 milioni di dollari in COINBASE, una società’ che crea borsellini digitali per Bitcoin.

In futuro non è facile prevedere cosa accadrà con i Bitcoin ma questa valuta digitale, apolide, sembra molto adatta a soddisfare le esigenze di immediatezza e riduzione dei costi delle transazioni commerciali in un contesto globale e sempre più digitale.   Tuttavia ci aspettiamo una forte resistenza sia da parte dei governi che vedono molte attività criminali trarre vantaggio dalle transazioni protette dall’anonimato sia dalle lobby degli intermediari tradizionali (carte di credito, servizi quali Paypal, banche…) che a causa di Bitcoin potrebbero diventare inutili.

Per ora, secondo il sito Bitnodes, che traccia il numero di transazioni in Bitcoin, l’Italia è al diciottesimo posto in una classifica che vede al top gli Stati Uniti seguiti da Canada, Germania, Francia, Cina e Gran Bretagna.

VC Money

Fundraising

I Venture Capitalist (VC) americani generalmente vengono dal mondo della finanza per cui  non bisogna aspettarsi che conoscano in dettaglio l’aspetto tecnico delle innovazioni che vengono loro presentate.

Allora, se sei uno startupper che sta facendo fundraising, cosa dovresti cercare in un potenziale investitore al fine di ottimizzare il potenziale di crescita e successo della tua startup?

1) Relazioni: un VC di successo ha relazioni con studi legali importanti, può fornire dei testimonial di startupper che grazie ai suoi finanziamenti hanno avuto successo, i suoi investitori istituzionali sono soddisfatti del suo operato.

2) Rendimento: nonostante il fatto che i Venture Capitalist guadagnano bene anche se le startup nelle quali investono falliscono, tu come startupper devi cercare i VC che possono mostrare risultati quantificabili e positivi quali il tasso interno di rendimento dei loro investimenti e gli interessi che hanno generato per i loro investitori istituzionali.  Non essere timido nel chiedere informazioni relative a questo aspetto in quanto e’ una delle cose più importanti per capire a chi stai affidando il futuro della tua start up.

3) Orientamento: valuta l’orientamento della società di Venture Capital, ovvero e’ più focalizzata a soddisfare i suoi investitori o a lavorare a favore delle start up nelle quali investe? Ci sono pro e contro in entrambi i casi, ma vale la pena tener presente che le società di VC che tendono a stare piu’ dalla parte degli startupper, hanno un maggior flusso di opportunità di investimento rispetto alle altre.

4) Know-how: benché la maggioranza dei VC non ha generalmente un profondo know-how tecnico, bisogna evitare quelli che non sono disposti ad ammettere di non sapere determinate cose, infatti la combinazione di arroganza e ottusità può significare la fine precoce della vostra start up.

In conclusione, vi suggeriamo di individuare VC che hanno esperienza nel vostro settore, hanno una serie di success story da mostrarvi come testimonial, e offrono il giusto livello di relazioni, esperienza nel vostro settore e rendimento medio rispetto agli investimenti.

Accettare un finanziamento dal VC sbagliato potrebbe invece causarvi più guai che soddisfazioni.  Infatti, tenete presente che il VC non apporta solo capitali ma ha il compito di creare valore per la vostra azienda e quanto bene conosce la vostra industria, i Big Player, l’ecosystem in cui si muove, ecc. determinerà le sue aspettative nei vostri confronti, il suo appoggio tramite contatti e consigli strategici e quindi il vostro grado di crescita e successo.

 

iphone app

Scrivo questo articolo perché sono stata recentemente contattata da un giovane startupper italiano che dopo aver investito alcune decine di migliaia di dollari nello sviluppo e lancio di una sua app, purtroppo non ha ottenuto i risultati che sperava.

Nella patria di AppleStore (1 milione di app e oltre 60 miliardi di downloads) e Google Play (quasi 1 milione di app e 48 miliardi di downloads) le opportunità per chi ha una buona idea per creare un’app di successo sono enormi, tuttavia non bisogna ignorare la crescente competizione e le difficoltà nell’ottenere i download necessari per generare utili.

Pertanto ecco 4 semplici consigli dagli USA su come aumentare il potenziale di successo della vostra app.

Innanzitutto, bisogna creare qualcosa che il mercato desideri, non basta che l’idea sia simpatica, oggi gli utenti vogliono qualcosa di interessante, utile, avvincente.

Quindi, CONSIGLIO n. 1: Prima di mettere in atto la vostra idea, studiate il mercato per individuare tendenze, nicchie e possibilità, non basatevi unicamente su voi stessi e un circolo limitato di amici.  Partite dai due Store (Apple e Google) per sapere quali sono le app che hanno più download e da li’ iniziate ad analizzare le tendenze di un mercato in continua evoluzione per individuare quali sono le migliori opportunità.

CONSIGLIO n.2 –  Mettiamo che avete solo poche migliaia di dollari a disposizione ($5.000 ad esempio) che cosa vi conviene fare per ottimizzare l’uso di questo piccolo investimento iniziale?  La prima cosa da fare e’ contrattare uno sviluppatore free lance e fargli creare un modello di base della vostra app, senza preoccuparvi del design ma includendo le principali funzioni affinché possiate usarlo come demo per fare i pitch agli investitori.

Al che voi mi chiederete: non e’ più semplice fare fundraising tramite crowdfunding? Non necessariamente, queste piattaforme richiedono un grande impegno e know-how a livello di marketing per raggiungere gli obiettivi prefissati entro il tempo limite (generalmente 60 giorni).  Insomma, questo processo e’ molto più complesso di quanto possa sembrare e per ora i veri successi sono difficili da quantificare.

CONSIGLIO n.3  - UI/UX questo fa parte della pianificazione per lo sviluppo dell’app, un punto fondamentale e’ mantenere lo User Interface (UI) molto semplice, gli utenti non sono propensi a leggere istruzioni soprattutto dal telefonino, invece si aspettano che l’app sia “autoesplicativa”. Pertanto il “segreto” e’ quello di rendere l’utilizzo della vostra app il più semplice ed intuitivo possibile.

CONSIGLIO n.4 - Ora che l’app è pronta dovrà competere con migliaia di altre applicazioni presenti su Apple e/o Google per farsi trovare e scaricare, cosa fare per aumentarne la visibilità e i download?  Se si tratta di un’app che e’ web-based allora si deve lavorare ASSIDUAMENTE sul Search Engine Optimization (SEO).

Se invece si tratta di un’app che e’ strettamente mobile-based, diffonderla e’ molto più difficile perché richiede non solo la giusta scelta di parole chiave e ottimizzazione per la descrizione nello Store ma e’ anche necessario che ottenga recensioni, menzioni e che contenga qualche elemento virale che possa essere condiviso dagli utenti con le loro community aumentandone quindi il numero di utilizzatori.

Per quanto riguarda i modelli di business, generalmente si parte da una versione “Free” per poi arrivare alla vendita della versione “Premium”, inoltre si può usare la vendita di pubblicità, o solo puntare ad acquisire un enorme numero di utenti gratis per poi farsi comprare da un big player come ha fatto Instagram con Facebook.  Stanno continuamente nascendo altri modelli frutto della creatività degli startupper e dei loro collaboratori che si basano, ad esempio, su vendite o percentuali sui servizi/prodotti offerti tramite le app.

Insomma, sviluppare un’app e’ solo il primo passo ma, come avrete capito, finanziarla e diffonderla sono probabilmente gli aspetti più impegnativi che,  oltre al know-how tecnico, richiedono un buon senso degli affari.

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