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VC Money

Fundraising

I Venture Capitalist (VC) americani generalmente vengono dal mondo della finanza per cui  non bisogna aspettarsi che conoscano in dettaglio l’aspetto tecnico delle innovazioni che vengono loro presentate.

Allora, se sei uno startupper che sta facendo fundraising, cosa dovresti cercare in un potenziale investitore al fine di ottimizzare il potenziale di crescita e successo della tua startup?

1) Relazioni: un VC di successo ha relazioni con studi legali importanti, può fornire dei testimonial di startupper che grazie ai suoi finanziamenti hanno avuto successo, i suoi investitori istituzionali sono soddisfatti del suo operato.

2) Rendimento: nonostante il fatto che i Venture Capitalist guadagnano bene anche se le startup nelle quali investono falliscono, tu come startupper devi cercare i VC che possono mostrare risultati quantificabili e positivi quali il tasso interno di rendimento dei loro investimenti e gli interessi che hanno generato per i loro investitori istituzionali.  Non essere timido nel chiedere informazioni relative a questo aspetto in quanto e’ una delle cose più importanti per capire a chi stai affidando il futuro della tua start up.

3) Orientamento: valuta l’orientamento della società di Venture Capital, ovvero e’ più focalizzata a soddisfare i suoi investitori o a lavorare a favore delle start up nelle quali investe? Ci sono pro e contro in entrambi i casi, ma vale la pena tener presente che le società di VC che tendono a stare piu’ dalla parte degli startupper, hanno un maggior flusso di opportunità di investimento rispetto alle altre.

4) Know-how: benché la maggioranza dei VC non ha generalmente un profondo know-how tecnico, bisogna evitare quelli che non sono disposti ad ammettere di non sapere determinate cose, infatti la combinazione di arroganza e ottusità può significare la fine precoce della vostra start up.

In conclusione, vi suggeriamo di individuare VC che hanno esperienza nel vostro settore, hanno una serie di success story da mostrarvi come testimonial, e offrono il giusto livello di relazioni, esperienza nel vostro settore e rendimento medio rispetto agli investimenti.

Accettare un finanziamento dal VC sbagliato potrebbe invece causarvi più guai che soddisfazioni.  Infatti, tenete presente che il VC non apporta solo capitali ma ha il compito di creare valore per la vostra azienda e quanto bene conosce la vostra industria, i Big Player, l’ecosystem in cui si muove, ecc. determinerà le sue aspettative nei vostri confronti, il suo appoggio tramite contatti e consigli strategici e quindi il vostro grado di crescita e successo.

 

iphone app

Scrivo questo articolo perché sono stata recentemente contattata da un giovane startupper italiano che dopo aver investito alcune decine di migliaia di dollari nello sviluppo e lancio di una sua app, purtroppo non ha ottenuto i risultati che sperava.

Nella patria di AppleStore (1 milione di app e oltre 60 miliardi di downloads) e Google Play (quasi 1 milione di app e 48 miliardi di downloads) le opportunità per chi ha una buona idea per creare un’app di successo sono enormi, tuttavia non bisogna ignorare la crescente competizione e le difficoltà nell’ottenere i download necessari per generare utili.

Pertanto ecco 4 semplici consigli dagli USA su come aumentare il potenziale di successo della vostra app.

Innanzitutto, bisogna creare qualcosa che il mercato desideri, non basta che l’idea sia simpatica, oggi gli utenti vogliono qualcosa di interessante, utile, avvincente.

Quindi, CONSIGLIO n. 1: Prima di mettere in atto la vostra idea, studiate il mercato per individuare tendenze, nicchie e possibilità, non basatevi unicamente su voi stessi e un circolo limitato di amici.  Partite dai due Store (Apple e Google) per sapere quali sono le app che hanno più download e da li’ iniziate ad analizzare le tendenze di un mercato in continua evoluzione per individuare quali sono le migliori opportunità.

CONSIGLIO n.2 –  Mettiamo che avete solo poche migliaia di dollari a disposizione ($5.000 ad esempio) che cosa vi conviene fare per ottimizzare l’uso di questo piccolo investimento iniziale?  La prima cosa da fare e’ contrattare uno sviluppatore free lance e fargli creare un modello di base della vostra app, senza preoccuparvi del design ma includendo le principali funzioni affinché possiate usarlo come demo per fare i pitch agli investitori.

Al che voi mi chiederete: non e’ più semplice fare fundraising tramite crowdfunding? Non necessariamente, queste piattaforme richiedono un grande impegno e know-how a livello di marketing per raggiungere gli obiettivi prefissati entro il tempo limite (generalmente 60 giorni).  Insomma, questo processo e’ molto più complesso di quanto possa sembrare e per ora i veri successi sono difficili da quantificare.

CONSIGLIO n.3  - UI/UX questo fa parte della pianificazione per lo sviluppo dell’app, un punto fondamentale e’ mantenere lo User Interface (UI) molto semplice, gli utenti non sono propensi a leggere istruzioni soprattutto dal telefonino, invece si aspettano che l’app sia “autoesplicativa”. Pertanto il “segreto” e’ quello di rendere l’utilizzo della vostra app il più semplice ed intuitivo possibile.

CONSIGLIO n.4 - Ora che l’app è pronta dovrà competere con migliaia di altre applicazioni presenti su Apple e/o Google per farsi trovare e scaricare, cosa fare per aumentarne la visibilità e i download?  Se si tratta di un’app che e’ web-based allora si deve lavorare ASSIDUAMENTE sul Search Engine Optimization (SEO).

Se invece si tratta di un’app che e’ strettamente mobile-based, diffonderla e’ molto più difficile perché richiede non solo la giusta scelta di parole chiave e ottimizzazione per la descrizione nello Store ma e’ anche necessario che ottenga recensioni, menzioni e che contenga qualche elemento virale che possa essere condiviso dagli utenti con le loro community aumentandone quindi il numero di utilizzatori.

Per quanto riguarda i modelli di business, generalmente si parte da una versione “Free” per poi arrivare alla vendita della versione “Premium”, inoltre si può usare la vendita di pubblicità, o solo puntare ad acquisire un enorme numero di utenti gratis per poi farsi comprare da un big player come ha fatto Instagram con Facebook.  Stanno continuamente nascendo altri modelli frutto della creatività degli startupper e dei loro collaboratori che si basano, ad esempio, su vendite o percentuali sui servizi/prodotti offerti tramite le app.

Insomma, sviluppare un’app e’ solo il primo passo ma, come avrete capito, finanziarla e diffonderla sono probabilmente gli aspetti più impegnativi che,  oltre al know-how tecnico, richiedono un buon senso degli affari.

Sei uno startupper con interesse particolare su approcci innovativi alla crescita sostenibile e alla creazione di opportunità di lavoro nei mercati emergenti mondiali? Allora l’evento BEYOND YOURSELF LOS ANGELES #BYLA, organizzato dalla Berkeley-Haas Alumni Network – Los Angeles & ONEHOPE Wine fa per te.

Nella meravigliosa cornice Los Angelena della spiaggia californiana di Hermosa Beach, si e’ svolta lo scorso week-end la prima edizione di un evento diretto a sensibilizzare un pubblico variegato di startupper, media e investitori del Sud della California, circa le opportunità offerte dal settore del Social Impact Entrepreneurship and Investing.

Esempi di società che hanno un impatto sociale ed hanno successo esistono già, alcuni erano presenti all’evento: ONEHOPE WINE che vincola parte dei guadagni sulle vendite dei suoi vini all’appoggio di giuste cause, TOM’s SHOES che tutti conosciamo perché dona un paio di scarpe ad un bambino necessitato per ogni paio venduto e PARTICIPANT MEDIA che produce famosi film e docufilm come An Inconvenient Truth (Una Scomoda Verità), che ha vinto un Oscar e tratta il problema del Riscaldamento Globale presentato dall’ex vicepresidente americano Al Gore; Food Inc. sull’industria alimentare; Waiting for Superman sui problemi delle scuole pubbliche americane; The Cove sulla caccia ai delfini, ecc. Inoltre, fornisce al pubblico supporto e know how affinché si attivi a favore delle cause trattate nei suoi film.

Durante l’evento i vari relatori (tra i quali Silicon Valley Bank, GenNext, Rustic Canyon, ecc.) hanno descritto il settore di Impact Investing e Social Impact Startups sostenendo che ha svariati mandati imperniati su una strategia d’investimento e business volta a promuovere cambiamenti sociali positivi in ambiti come l’energia pulita, la sicurezza alimentare, supporto ai disabili ecc.

Secondo i relatori Impact Investing attualmente ha un valore di USD 65 miliardi, che però potrebbero diventare USD 650 miliardi.  Tale crescita dipenderà soprattutto da una serie di fattori che partono da interventi normativi che dirigono il mercato verso determinate scelte di mercato (ad esempio la sostenibilita’) alla disponibilità di prodotti di Impact Investing per i clienti privati impegnati in iniziative che oltre a generare profitti desiderano mettere alla prova l’impatto sociale di questa classe di attività, e per quelle istituzioni che hanno aderito a principi di investimento etico.

Stando agli esperti presenti, per promuovere la crescita del settore è inoltre fondamentale avviare una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle finalità dell’Impact Investing e accordarsi nel mondo finanziario su un metodo standard – attualmente il più noto si chiama IRIS – per misurare il valore del ROI (Return on Investment) in questo tipo di attività.

Innovatori e innovatrici

Innovatori e innovatrici

Vi siete mai chiesti perché ci sono idee rivoluzionarie che non decollano e idee più mediocri che raggiungono i massimi livelli di successo?  Naturalmente non esiste una formula esatta per valutare se un’idea avrà successo o meno ma ci sono alcune domande che conviene porsi prima di impegnare tempo e denaro in qualcosa che potrebbe rivelarsi un fallimento imprenditoriale.

Per cercare di stimare quanto un’idea sia valida a livello commerciale prima di investire tempo e denaro nel lanciare una startup, noi consigliamo agli inventori di rispondere ad alcune domande fondamentali:

IL MERCATO

  • Chi comprerà il tuo prodotto/servizio e perché?
  • Chi sono i concorrenti e come reagirebbero alla tua entrata nel mercato?
  • Che dimensioni ha il tuo mercato?
  • Hai esperienza/passione in questo settore?
  • In futuro si prevede crescita o contrazione nel tuo segmento di mercato?

CAPACITA’ IMPRENDITORIALI DELL’INVENTORE

  • Hai un team capace?
  • Come pensi di organizzare le vendite?
  • Che piani hai per produrre il prodotto/servizio?
  • In quanto tempo ritieni di esser pronto ad entrare nel mercato (dalla progettazione alla produzione)?
  • Quanto e’ difficile commercializzare il tuo prodotto/servizio?

IL BUSINESS MODEL

  • Quali sono i costi totali da sostenere, suddivisi nelle varie categorie di spesa?
  • Quanto ti “costa” acquisire un cliente?
  • Riesci a quantificare quanto grande stimi che sia la domanda per il tuo prodotto/servizio?
  • Tramite quali canali lo venderai (online, negozi, distributori, ecc.)?

L’obiettivo principale di questo esercizio e’ di aiutare l’inventore a capire preliminarmente se la sua idea può essere traducibile in una startup vera e propria che può generare profitti e attrarre investitori esterni. 

Presentarsi a VC

Valorizzare la propria immagine professionale

Certo avere una splendida idea o un prodotto dirompente e’ un buon inizio ma gli investitori americani ricevono centinaia di business plan all’anno e investono in media nel 2% delle proposte che valutano.

Ecco la nostra ricetta per presentarsi adeguatamente a Venture Capitalist e Angel Investor:

3. FARSI PRESENTARE DALLA PERSONA GIUSTA

Il modo migliore per attrarre l’attenzione di VC e Angel Investor, i quali sono generalmente MOLTO occupati in quanto  partecipano in media a 1.000 presentazioni all’anno, e’ di farsi presentare da  un contatto che loro conoscono e stimano.  Tuttavia, se non avete la possibilità di farvi presentare da qualcuno che conosce l’investitore, l’alternativa e’ contattarlo direttamente; in entrambi i casi curate la vostra immagine dimostrandovi professionali, intelligenti, entusiasti e preparati.  Ricordate che l’investitore e’ interessato a capire chi siete per verificare se avete le capacita’ necessarie per far fruttare al massimo gli eventuali fondi che investirà nella vostra startup.

2. PITCH: PIU’ BREVE = PIU’ EFFICACE

Prima di sollecitare un investitore assicuratevi che una ricerca del vostro nome su Google produca risultati positivi: una descrizione su Linkedin che rifletta le vostre doti imprenditoriali, profili Facebook e Twitter puliti, senza frasi o foto imbarazzanti.  Quando poi manderete al VC la vostra email di presentazione del progetto, tenete presente che il tempo che un Venture Capitalist impiega inizialmente ad analizzare un Business Plan e’ mediamente tra i 20 e i 30 secondi, se in quella frazione di minuto non capisce l’idea che gli state proponendo, generalmente poi non accetta  di fissare un incontro. Perciò usate il testo dell’email per presentare brevemente ma in maniera interessante la vostra innovazione, dimensioni del mercato, eventuali partner strategici di prestigio, opportunità di CRESCITA e RITORNO post-investimento e richiesta di un appuntamento.  Allegate una presentazione Power Point di non oltre 10 slide o l’executive summary di una o due pagine.

1. DIMOSTRARE DI AVER FATTO I “COMPITI A CASA”

Quando avrete ottenuto l’appuntamento, arrivate preparati a rendere comprensibile la vostra innovazione ad un ampia platea di soggetti con diverse competenze e non necessariamente esperti nei dettagli tecnologici dei quali parlerete, in questo sarete avvantaggiati se avrete già un prototipo da poter mostrare ai vostri interlocutori.  Inoltre, siate pronti a descrivere in dettaglio chi e’ il vostro target di mercato e perché avete scelto quello invece di altri, chi sono i vostri concorrenti e cosa vi differenzia da loro, qual’e’ il vostro business model (ovvero qual’e’ il vostro piano economico: clienti, ricavi, attività’ chiave, ecc.) e quali sono le vostre proiezioni finanziarie.

Questa frase di  Shomit Ghose,  Partner in ONSET Ventures dove e’ stato lead investor in startup quali Adara, Gridstore, Netseer, Pancetera (acquisita da Quantum), Sentilla e Truviso (acquisita da Cisco), riflette cosa reputano importante i VC di Silicon Valley:  “Silicon Valley non ha successo perché sa creare le migliori innovazioni, ma perché sa creare i migliori business model.”

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